2.10.13

MILANO FASHION WEEK - WOMAN SPRING SUMMER 2014 - VERSIONE ITALIANA


MILANO FASHION WEEK WOMEN SPRING SUMMER 2014
MILANO "VICINO L'EUROPA"

Le fashion week milanesi sono forse gli eventi che piu’ di qualsiasi altra cosa avvicinano l‘italia a quell’idea di europa a cui gli italiani vorrebbero sentirsi fieri di appartenere.

Piu’ che in ogni altro luogo al mondo, rappresentano il sentire di un mondo imprenditoriale reale, fatto di cultura del bello e del fare , che trova nella moda il luogo in cui gli italiani riescono a trasferire le emozioni e le sensazioni piu’ pure che ormai nella vita reale non sono piu’ possibili da raggiungere.

Il corpo, come luogo della creativita’, trova nelle strade di Milano la sua esaltazione pregna di Vanita’ in cui il Lusso e’ stumento di creazione e di bellezza, trasformandosi a seconda delle circostanze, in chiave di lettura di un mondo in cui “essere” vuol dire bel vivere.

Il bel vivere italiano, fatto di un modo di sentire la vita in cui l’estetica ricopre qualsiasi cosa, quali a voler compensare le mancanze che il mondo reale non riesce a piu’ a trasmettere.

Il valore oltre il reale, e’ questo il prezzo economico dato dall’esclusivita’: le ore di lavoro necessarie a trasformare un bene in qualcosa di unico e inimitabile trasformano un oggetto di Moda in un bene di lusso in cui il prezzo che si sta pagando e’ quello della cultura secolare di un paese che per creare quell’oggetto ha dedicato vite, passioni, ideee, di una intera nazione di artigiani che hanno reso l’italia il paese unico e inimitabile.

Cosi’ una cucitura fatta in un certo modo, la morbidezza di un tessuto o il cromatismo inimitabile di un capo di abbigliamento, diventano unico biglietto da visita di una italianita’ difficilmente riconoscibile altrimenti.

Il valore del lavoro artigiano:  e’ questo il valore del Made in italy,  e nelle passerelle Milanesi ormai il  “Fashion Cloud”, la nuvola impalpabile di gusto, qualita, creativiita’ e stile di vita Italiano, si sente si respira e si vive come in nessun altro luogo al mondo.

Qui botteghe artigiane  e imprenditori italiani formano una miscela esplosiva e incotrollabile, che come un fuoco d’artificio, esplode nelle settimane della moda e  affascinandoci ci ammalia e  poi scompare,  rendendo la memoria di quei colori qualcosa di unico e inimitabile perche’ vissuto secondo lo stile di vita italiano che rende le cose diverso e incomprensibilmente irreplicabile.

74 sfilate, 146 collezioni fanno del pret a port milanese la kermesse che forse piu’ di tutte al mondo e’ vicina al mondo reale delle donne italiane che in un modo o nell’altro influenzano le pur globali visioni di stilisti internazionali che comunque pensano, vivono e immaginano in italiano lo stile delle donne.

Cosi’ seppure patria di marchi globali e multiculturali, l’imprinting italiano rimane sempre vivo e presente nei pensieri dei creativi che vivono, pensano e creano a Milano, in un luogo in cui la vita e’ ancora vicina alle esigenze della vita reale.

Il Miracolo di Milano e’ come quello del sangue di San Gennaro a Napoli, dove ogni anno l’ampolla miracolosa con del sangue solidificato del santo, alla presenza di migliaia di fedeli si liquefa’ tra lo stupore e la meraviglia della gente.
La Milano Fashion week e’ un altro miracolo italiano, fatto di efficienza organizzativa  in una nazione dove questa caratteristica non e’ uno standard.

Castello Sforzesco, Palazzo Giureconsulti, Palazzo Clerici, Palazzo della Ragione, si sono offerti al mondo della moda  come magnifiche cornici a dei quadri d’autore, creazioni di moda: una storia artistica italiana che continua a raccontare la creativita’ Italiana.

La citta’ si trasforma in  luogo di desideri umani,  catturati e sublimati dalle passerelle del  Pret a porter in collezioni, che mai come quest’anno, sono state giudicate cariche di energia e positivita’ nonostante la crisi.

Crisi, forse l’ambiente naturale italiano, luogo mentale in cui l’italiano riesce a trovare quell’energia che rende il nostro Made in Italy forte e inimitabile.

Crisi come cambiamento, capacita’ di adattarsi alle contingenze, attitudine a scoprire dentro di se le doti e le qualita’ che permettano di reinventarsi ogni giorno, come jazzisti  che si ritrovano in ogni concerto a reinventarsi a seconda del climax della serata e del sentire comune.

E cosi’ la voglia di reinterpretarsi si e’ vista: Gucci, Armani, Cavalli, Prada, Versace, Dolce & Gabbana, Fendi, Emilio Pucci, sono state sfilate molto apprezzate dai buyer e rendono giustizia di una diversita’ nell’unicita’ di fare Moda Italiana.

Abbondanti giochi di colori e di disegni stampati, colori shocking e colori di base, ridefiniscono uno spostamento delle tendenze verso elementi  gia’ visti alla fine degli anni 80 ma che hanno un vigore e una forza creativa eccentrica ma indossabile e sono tutti elementi di uno stesso quadro d’autore in cui la vera novita’ e’ stata l’esuberanza di Milano rispetto a tutte le altre piazze della moda Mondiale.

Fra questi e’ da evidenziare la creativita’ di Philippe Plein che, nelle passata stagione si era evidenziata
per l’uso del teschio ( simbolo gia’ usato dal Gaultier della fine anni 80 ) che reinterpreta il Black & White post Dark in modo moderno, realizzando una sfilata vicina con il sentire delle nuove generazioni di donne fatte di musica, gioia di vivere, naturalezza e di ironia.

Forse con lui un nuovo mondo sta nascendo a Milano, stilisti che come Plein che sanno ascoltare e interpretare i desideri delle donne, che vogliono vivere la moda come gioia di essere e di relazionarsi con il mondo.

Bypassando gli status e conservando femminilita’  il loro  fascino e’ essere consapevoli di non doversi prendere troppo sul serio.


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Audrey Tritto

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