2019 | AudreyWorldNews fashion luxury lifestyle

9.7.19

Monsters of Rock - the Philipp Plein SS2020



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17.6.19

Roland Garros 2019 – When The French Style make the difference


The women's final of Roland Garros 2019 was the last excuse I invented, to return to a Paris where more and more, I feel the need to go to discover and capture small fragments of a city that every day, can give moments of poetry and "grandeur".

Here in Paris, the weather seems to be controlled by the wind: sudden gusts of rain, rays of sun, gusts of wind quickly turn an "autumn spring" into a "winter summer", so much so that you don't even have time to open the umbrella that you find yourself sweating under a shining sun.

It is the typically "French" fury of an "art de vivre" that Parisians know how to manage with a deep naturalness and that in a certain sense can express the particularity of an international city, where even a tennis match can be different and unique, like the "French" style that knows how to build modern beauty around every occasion.



Paris and the Roland Garros with it, is an international tournament but steeped in French style, which has transformed the excitement and class of an elite sport in a time and cultural and also mass phenomenon, which has exalted its origins and pure sporting nature.

In a certain sense, tennis is a way of understanding life, in which personal values and the ability to fight on an equal footing with the opponent, without superstructures or compromises count. And whoever wins is the best and does in a loyal way, according to precise rules: all this, in a certain way, holds the secret that is transformed into a way of life and passion for this sport.It may be the charm of Paris, the red earth in which you play, or the location of the tournament, but the spaces of the International Tennis of Roland Garros seem much more similar to those of a park dedicated to this sport.Compared to the Madrid tournament, Paris appears in all its aesthetic grandeur but also in its emotional and narrative strength that shows itself in all its beauty, right from the arrival around the stadium, where everything looks wonderfully organized and relaxing.


After passing the security checkpoints, you find yourself in a space dedicated to tennis, which seems to have been transported from Disneyland to the center of Paris. The structure is composed of various playgrounds, and various stadiums that make up a sort of physical and visual celebration of the world, life, and style of tennis itself.

The tournament that gathers around itself spectators from all over the world, lives and breathes this moment of celebration, with a class, a style that makes you feel happy to be there, and makes you understand how tennis remains one of the few examples of style of sport in modern times.

The Roland Garros lounge, the memorabilia boutiques scattered around playgrounds, the large walls with the Roland Garros logo, full of guests engaged in an inexhaustible race of selfie, have shown how sport can become a wonderful occasion for celebration in which the physical experience, made of real sociality, counts more and more to the point of returning to be important in everyone's personal lives.

Being together, living a common experience, returns to be central as a value, and I can smile remembering the space inside the Roland Garros, where hundreds of people lying on deck chairs, found themselves together to watch the final on a big screen like so as a group of friends at the bar.

I was struck by this scene because it showed how in the end, in this digital world still counts man and his physicality to make the moment unique and alive.

Moving on to the purely sporting aspect, this was for me an even more important occasion, because I was able to attend my first women's final of a Grand Slam tournament, where Australian Ashleigh Barty won against Czechoslovak Marketa Vondrousova in two sets 6-1, 6-3.

I'm not a specialist in the sector, and I can't give technical judgements, but what I can tell you is the sound of the ball, hit by the racquet, in which you could hear the mastery that gave Barty the deserved victory that from being the number eight in the world, has reached the second place in the world rankings.

Next time if you can, come and see what a spectacle!!


La finale femminile del Roland Garros 2019 è stata l’ultima scusa che mi sono inventata, per ritornare in una Parigi dove sempre di più, sento il bisogno di andare per scoprire e catturare piccoli frammenti di una città che ogni giorno, sa regalare attimi di poesia e di “grandeur”.
Qui a Parigi il controllo del tempo pare gestito dal vento: scrosci improvvisi di pioggia, raggi di sole, folate di vento trasformano rapidamente una “primavera autunnale” in una “estate invernale”, tanto che non hai neanche il tempo di aprire l’ombrello che ti ritrovi a sudare sotto un sole che splende.
E’ la furia tipicamente “Francese” di una “art de vivre” che i Parigini sanno gestire con una profonda naturalezza e che in un certo senso sa esprimere la particolarità di una città internazionale, dove anche una partita di Tennis sa essere diversa e unica, come proprio lo stile “Francese” che sa costruire bellezza moderna, intorno ad ogni occasione.
Sarà il fascino di Parigi, della terra rossa in cui si gioca, o la location del torneo, ma gli spazi degli internazionali di tennis del Roland Garros sembrano molto più simili a quelli di un parco dedicato a questo sport.
Rispetto al torneo di Madrid, Parigi appare in tutta la sua grandeur estetica ma anche nella sua forza emotiva e narrativa che si mostra in tutta la sua bellezza, già dall’arrivo intorno allo stadio, dove tutto appare meravigliosamente organizzato e rilassante.





Superati i checkpoint di sicurezza, ci si ritrova in uno spazio dedicato al tennis, che sembra stato trasportato da Disneyland al centro di Parigi. La struttura è composta da vari campi di gioco, e da vari stadi che compongono una sorta di celebrazione fisica e visiva del mondo, della vita, e dello stile del tennis stesso.
Il torneo che raccoglie introno a sé spettatori provenienti da tutto il mondo, vive e respira questo momento di festa, con una classe, uno stile che ti fare sentire felice di esserci, e ti fa capire come il tennis resti uno dei pochi esempi di stile dello sport nei tempi moderni.



La lounge del Roland Garros, le boutiques di memorabilia disseminate intorno a campi di gioco, le grandi pareti logate Roland Garros, piene di ospiti impegnati in una gara inesauribile di selfie, hanno mostrato come lo sport possa diventare una meravigliosa occasione di festa in cui l’esperienza fisica, fatta di socialità reale, conti sempre di più fino al punto di ritornare ad essere importante nella vita personale di ognuno.
Stare insieme, vivere una esperienza in comune, torna ad essere centrale come valore, e mi viene da sorridere ricordando lo spazio all’interno del Roland Garros, in cui centinaia di persone stese su delle sedie a sdraio, si sono ritrovate unite a guardare la finale su un maxi schermo come tanti amici al bar.


Mi ha colpito questa scena perché ha mostrato come alla fine, in questo mondo digitale conta ancora l’uomo e la sua fisicità per rendere il momento unico e vivo.Passando poi al fatto puramente sportivo, questa per me è stata una occasione ancora più importante, perché ho potuto assistere alla mia prima finale femminile di un torneo del Grande Slam, dove l’australiana Ashleigh Barty ha vinto contro la cecoslovacca Marketa Vondrousova in due set per 6-1, 6-3.


Non sono una specialista del settore, e non posso dare giudizi tecnici, ma quello che posso raccontare è il suono della palla, colpita dalla racchetta, in cui si sentiva la maestria che le ha regalato a Barty la meritata vittoria che da essere la numero otto del mondo, ha raggiunto così il secondo posto della classifica mondiale.
La prossima volta se potete, venite a vedere che spettacolo!!

La finale femminile del Roland Garros 2019 è stata l’ultima scusa che mi sono inventata, per ritornare in una Parigi dove sempre di più, sento il bisogno di andare per scoprire e catturare piccoli frammenti di una città che ogni giorno, sa regalare attimi di poesia e di “grandeur”.


Parigi e il Roland Garros con esso, è un torneo internazionale ma impregnato di stile francese, che ha trasformato l’emozione e la classe di uno sport elitario in un momento e fenomeno culturale e di massa, che ne ha esaltato le origini e la pura natura sportiva.










Il Tennis in un certo senso è un modo di intendere la vita, in cui contano i propri valori personali e la capacità di combattere alla pari con l’avversario, senza sovrastrutture o compromessi.Chi vince è il più bravo e lo fa lealmente secondo delle regole precise che ne detengono, in un certo modo, il segreto che si trasforma in stile di vita e di passione per questo sport.











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29.5.19

Ion Tiriac 80TH Birthday Party - Madrid Atp Masters 1000 2019



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23.4.19

Human Space and Mobility- AUDI E-domesticity 2019 Milano

Arco della Pace - Milano - Ludovivo Einaudi Concert for the Audi E-Domesticity Installation by Asymptote

ENGLISH EDITION - The Milan Furniture Fair has become the most important moment that Italy offers the world from a conceptual and practical point of view. Design, understood as creativity and the form of thought applied to the arts that becomes the solution to modern living, has nourished the spirit of man, evolving it towards an aesthetic, a synthesis of function and its forms in the complexity of our existence.
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1.4.19

Dior Parade Haute Couture Spring Summer Dubai


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20.3.19

Paris Fashion Week FW 2019/20 - Balmain, Elie Saab, Issey Miyake, Vivienne Westwood

Audrey on Trocadero- Outfit : Philipp Plein Jacket . Borsalino Hat - McQueen Shoes


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7.3.19

Peter Pilotto FW 2019/20 London Fashion Week " Women in a Men-only Club"





ENGLISH EDITION - This year I thought that I would not be going to London at all for the 2019 Fashion Week, not because Milan alone is enough to quench my thirst for fashion, but because I thought that I would not be able to keep up, in addition to Paris, even with London fashion. There are now so many events that I felt the need to stop for a while but, as if there were not enough throughout the year, I can not help but follow the world of fashion.



At the end and suddenly, with a "One Day Shot", I arrived in London with the excuse of saying goodbye to my friends across the Channel, and I took the time to admire the show of Peter Pilotto, an English fashion brand with an international DNA, which I had wanted to see on the runway for a long time, because I had noticed some of his creations, worn by various celebrities such as Rihanna, Beyoncé, as well as many actresses and personalities of the Upper Class of the British royalty. So, with the instinct to discover something magical, I came to the Reform Club, at the south side of Pall Mall, in central London, to enjoy an unexpected show.The genius of making beautiful women parade inside in a place where since 1836, access was allowed only to gentlemen, has transformed this show into an unforgettable experience and, being able to walk on its floors, observing the reading rooms with its red leather sofas and its 75 thousand volumes covering the walls, admiring the paintings of the great personalities of history who have crossed it, made me shudder for the "beauty" in which I could "breathe".

It is magical to think that, where almost 200 years ago only gentlemen could walk and chat, among coffee rooms, smoking rooms, rooms for players, and many other rooms where the liberal and progressive political history of the United Kingdom has been made, I would have been seeing beautiful models parade with the creations of Peter Pilotto. Who knows what would have thought members of the club as Charles Dickens (writer, journalist and travel reporter - author of Oliver TwistDavid Copperfield etc.), Arthur Conan Doyle (founder of the "thriller" and "fantasy" literary genres), William Makepeace Thackeray (who wrote The Vanity Fair); since somehow, from the large canvases hung on the walls, they seemed to observe with their puzzled glances all the parterre arrived there for the event. 



Entering its walls, you realize you live in a "Dejà Vu": you can feel something "Italian" in the air because you seem to enter the Palazzo Farnese in Rome, which in the beginning was the source of inspiration of the architect Sir Charles Barry who built this place. And then, when you are inside, you can’t help but remember that right there, during a discussion between one card game and another, Phileas Fogg, the protagonist of Jules Verne’s book “Around the World in 80 Days”, bet that he would have returned to the same Club within eighty days after completing the round-the-world tour.

Audrey with Maia Guarnaccia - Ceo of Peter Pilotto
Thanks to the CEO, Maia Guarnaccia - who gave me the opportunity to attend the show - Italian sensibilities found their affinity with this brand and this place of English history and culture, and like a magic in magic, Peter Pilotto struck me, surprised and fascinated, making me feel proud to have taken the plane to not miss this beautiful show. In this collection you can feel the germ of this creative growth in which the London style has found its own evolution, which can launch it towards the Olympus of the near future of fashion. To talk more about the show I liked many outfits, but among all the mix of colors and fittings deserve special attention, because they made the show joyful and fun, highlighting the irony and rigor of a brand that has captured me for its touches of feathers and colors that make it unique and at the same time very British.

Peter Pilotto & Christopher De Vos
Somehow you can feel that special touch, the result of creativity made in the UK, which has always marked the world of music and fashion, inspiring new "silk" roads in which Peter Pilotto can carve out a large compositional space. The beauty of this collection is in its "youth", understood as the desire to live and rejoice in the present, letting ourselves be lulled by the pleasure of colors, glitter and feathers, as if we were all a bit angels and a bit colored devils, who know how to fill life with moments of frivolity, without ever taking too seriously.

In short, a beautiful fashion lesson in the Land of the true European cultural and aesthetic "melting pot", which manages to capture me for its particular beauty.
London, I'll see you soon!!!
Audrey Tritto
Audrey World News
  



Donne in un Club per Soli Uomini

ITALIAN EDITION - Quest’anno pensavo che non sarei andata affatto a Londra per la fashion week 2019, non perché già la sola Milano sia sufficiente a colmare la sete di fashion, ma perché pensavo che non sarei riuscita a stare dietro, oltre che a Parigi, anche alla moda Londinese. Ormai sono così tanti gli eventi, che sentivo il bisogno di fermarmi un pò ma, come se non ce ne fosse abbastanza durante tutto l’anno, non posso farne meno di seguire il mondo della moda.



Alla fine e all’improvviso invece, con un “One Day Shot”, sono arrivata a Londra con la scusa di salutare i miei amici d’oltre manica, e mi sono ritagliata il tempo di ammirare lo show di Peter Pilotto, un brand fashion inglese, con un Dna internazionale, che da tanto tempo volevo vedere sfilare, perché avevo notato alcune delle sue creazioni, indossate da varie celebrities come Rihanna, Beyoncé, varie attrici e personalità dell’Upper Class dei Reali d’Inghilterra. Così, con l’istinto di scoprire qualcosa di magico, sono giunta al Reform Club, sul lato sud di Pall Mall, nel centro di Londra, per godere di un inaspettato spettacolo. La genialità di far sfilare bellissime donne,  all’interno in un luogo in cui dal 1836, l’accesso era permesso solo ai gentiluomini, ha trasformato questa sfilata in una esperienza indimenticabile e, poter camminare sui suoi pavimenti, osservare le sale di lettura con i suoi divani di pelle rossa e i suoi 75 mila volumi che ne ricoprono le pareti, ammirare i quadri delle grandi personalità della storia che lo hanno attraversato, mi ha fatto venire i brividi per la “bellezza” in cui ho potuto “respirare”.



E’ magico pensare che, dove quasi 200 anni fa potevano passeggiare e chiacchierare solo gentiluomini, tra Coffee Room, camere per fumatori, camere per i giocatori, e tante altre stanze si è fatta la storia politica liberale e progressista del Regno Unito, avrei visto sfilare bellissime modelle con le creazioni di Peter Pilotto. Chissa cosa avrebbero pensato i soci del club come come Charles Dickens (scrittore giornalista e reporter di viaggio Oliver Twist, David Copperfield) o  Arthur Conan Doyle ( fondatore dei due generi letterari: il giallo e il fantastico) o William Makepeace Thackeray (che scrisse La fiera delle Vanità che in qualche modo, dalle grandi tele appese sulle pareti, parevano osservare con i loro sguardi perplessi tutto il par terre giunto per l’evento.


Entrando fra le sue mura, ti accorgi di vivere in un “Deja Vu”, senti nell’aria qualcosa di “italiano” perché ti sembra di entrare a Palazzo Farnese a Roma, che nelle origini fu la fonte ispirativa dell’architetto Sir Charles Barry che la costruì e poi, quando sei al suo interno, non puoi non ricordarti che proprio in quel luogo, durante una discussione tra una partita di carte e l'altra Phileas Fogg, il protagonista del libro il Giro del mondo in 80 giorni di Giulio Verne, scommise che sarebbe tornato nello stesso club entro ottanta giorni dopo avere compiuto il giro del mondo. 


Grazie al Ceo Maia Guarnaccia, che mi dato la possibilità di assistere allo show, le sensibilità italiane hanno trovato una loro affinità con questo Brand e questo luogo della storia e della cultura inglese, e come una magia nella magia, Peter Pilotto mi ha colpito, sorpreso e affascinato, facendomi sentire orgogliosa di aver preso l’aereo per non perdermi questo bellissimo show. In questa collezione si può sentire il germe di questa crescita creativa in cui, lo stile Londinese ha trovato una sua evoluzione, che può lanciarlo verso l’olimpo del prossimo futuro del fashion.



Per parlare più approfonditamente della sfilata mi sono piaciuti molti outfit, ma fra tutti il mix di colori e di fitting meritano una particolare attenzione, perchè hanno reso la sfilata gioiosa e divertente, mettendo in risalto l’ironia e il rigore di un brand che mi ha catturato per i suoi tocchi di piume e colori che lo rendono unico e allo stesso tempo British. In qualche modo si sente quel tocco particolare, figlio della creatività made in Uk, che ha sempre segnato il mondo della musica e della moda, ispirando nuove vie della “seta” in cui Peter Pilotto può ritagliarsi un grande spazio compositivo. La bellezza di questa collezione è nella sua “giovinezza” intesa come voglia di vivere e gioire nel presente, lasciandosi cullare dal piacere dei colori, dal luccichio, e dalle piume, come se tutti fossimo un po’ angeli e un po’ diavoletti colorati, che sanno riempire la vita di attimi di frivolezza, senza mai prendersi troppo sul serio. Insomma una bella lezione di moda nella terra del vero meltin pot culturale ed estetico Europeo, che riesce a catturarmi per la sua particolare bellezza.
Londra, ci rivedremo presto!!!






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2.2.19

Snow Polo World Cup St. Moritz 2019 - Woman Revenge


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