2019 | AudreyWorldNews fashion luxury lifestyle

1.4.19

Dior Parade Haute Couture Spring Summer Dubai


ITALIAN EDITION - La moda è ormai per me una malattia. Come se non fossi abbastanza soddisfatta del mio ultimo "tour de force" nel mondo della moda, eccomi ancora a raccontarvi di un'altra storia appassionante che mi ha coinvolto fino a tal punto, da farmi volare a Dubai dove, per la prima volta nella sua storia, la Maison Dior ha organizzato lo show "Dior Parade" in cui hanno sfilate le creazioni Haute Couture Summer 2019. Un grande segnale di apertura verso quel mondo esotico e raffinato che è il mondo Arabo, che forse più di tutti conserva, nel suo DNA, il gene della bellezza e della seduzione femminile come uno dei suoi più grandi segreti: un valore da conservare ed esaltare attraverso un linguaggio più sofisticato di quello che siamo abituati a osservare.

E doveva essere realmente una cosa così importante ed esclusiva che, anche il cielo se ne è accorto, tanto che ho potuto ammirare una Dubai con le strade bagnate e il suo skyline attraversato da fulmini che illuminavano il cielo. Al mio arrivo ho sentito il bisogno salire al 122 piano dell'At.mosphere del Burj Khalifa, il ristorante e lounge bar più alto del mondo dove, una splendida Dubai luccicante ha mostrato il suo fascino e la sua seducente bellezza come una abito da sera tempestato di pietre preziose. Una sensazione inebriante, che insieme alla coppa di champagne che bevuto nella sua lounge, ha amplificato le oscillazioni naturali del grattacielo, rendendo il tutto un magnifico ricordo troppo breve da essere vissuto. Il Burj Khalifa rappresenta l'icona del nuovo skyline di Dubai e, dopo esserci stata dentro, appariva ancora più imponente, nella sua elegante bellezza, dal Safa Park, il "Central Park" di Dubai per capirci, dove la Dior Parade si è celebrata nello stesso tendone da circo visto a Parigi durante la Haute Couture Week ss2019.



Ma a differenza di Parigi, qui è sembrato di essere entrati in un sogno Felliniano: le luci, il tendone, le splendide invitate, vestite con abiti di alta moda ma tutte con una cura maniacale per il trucco tipica del mondo arabo, sembravano essere parte di una memoria che dentro di me, forse, conservavo sin da bambina. Le preziose cuffie Dior indossate dalle modelle, mi hanno ricordate le cuffie delle bambole che toglievo e mettevo alle mie bambole, così come una buona parte delle ospiti invitate allo show, con il loro velo sulla testa, offrivano uno spettacolo meraviglioso, ricoprendone il capo, incorniciato nel tipico stile Arabo.


Lo scintillante circo vintage, rubato dalle immagini cinematografiche dei film di Fellini, mi ha calato in meraviglioso mondo dei sogni in cui, l'alta moda con i suoi funambolismi e equilibrismi creativi, ha trasformato una notte di Moda in una notte indimenticabile. Sicuramente il fascino composto da una scenografia mozzafiato e i pezzi d'alta moda hanno completato l'opera: I blazers da direttore di circo, le calze scintillanti da ballerine e acrobate, le camicie trasparenti, le tute in paillettes, e il magnifico trucco Dior ispirato allo stesso tema hanno costruito un'immagine in cui, i richiami estetici, hanno mostrato un incarnato luminoso in contrasto con gli occhi truccati di nero e ispirati alla cultura punk e ai pagliacci di Pierrot.

Il luogo stesso dello show, l'uso della tenda, inteso come habitat naturale per il mondo del deserto, è stata la chiave più riuscita di questo racconto esotico qui nel Medio Oriente, fatto di modelle e creazioni, che insieme hanno disegnato un percorso creativo che ha lasciato il segno nella mia percezione di un brand che continua ancora ad abbagliarmi. Nel complesso la sfilata ha combinato i pezzi della recente sfilata parigina con 15 nuove creazioni espressamente realizzate per questa sfilata e ha rivelato come questa incredibile Maison, abbia saputo cogliere e valorizzare un mercato, in cui si è già ritagliata una posizione privilegiata, che sa offrire una sintesi di bellezza e esclusiti vita' anche nel mondo "medio orientale", che più di altri è sensibile a un linguaggio estetico più complesso ed elaborato.

La stilista, l'italianissima Maria Grazia Chiudi, la prima donna a capo della celebre maison ha saputo raccogliere il testimone di questa grande casa Francese, mostrando come, nel mondo della moda, non esistano vincoli e barriere geografiche ma solo una grande ispirazione legata al concetto di raffinatezza e stile che deve proprio a lei, questa geniale prova di volontà che l'ha portata a mostrare questa magnifica collezione, in uno dei più luoghi più spettacolari del pianeta. Un fascino che si aggiunge al fascino esclusivo di un luogo che quello del suo caldo mare, ho ritrovato anche nel suo deserto, dove le dune e la sabbia mi hanno regalato un altro respiro mozzafiato.


Immersa nel suo silenzio, il mio sguardo è volato lontano verso l'orizzonte seguendo il volteggiare di falco, che dall'alto mi ha mostrato un cielo che sembrava galleggiare sulla sabbia. In controluce il vento, con una leggera onda di sabbia, ha costruito piccole increspature che mi hanno mostrato come, la forza della natura, possa scolpire il paesaggio e come, la sua bellezza e la sua grandezza, possano farci perdere nel suo silenzio.
Audrey
www.audreyworldnews.com


ENGLISH EDITION - Fashion has become a disease for me. As if I wasn't satisfied enough with my latest "tour de force" in the world of fashion, here I am again telling you another exciting story that involved me so much that I flew to Dubai where, for the first time in its history, the Maison Dior organized the show "Dior Parade" in which they paraded the creations Haute Couture Summer 2019.


A great sign of openness towards that exotic and refined world that is the Arab world, which perhaps more than any other preserves, in its DNA, the gene of feminine beauty and seduction as one of its greatest secrets: a value to be preserved and exalted through a more sophisticated language than what we are used to observing.


A great sign of openness towards that exotic and refined world that is the Arab world, which perhaps more than any other preserves, in its DNA, the gene of feminine beauty and seduction as one of its greatest secrets: a value to be preserved and exalted through a more sophisticated language than what we are used to observing. And it really had to be something so important and exclusive that even the sky was aware of it, so much so that I was able to admire a Dubai with wet roads and its skyline crossed by lightning that illuminated the sky.


Upon my arrival I felt the need to climb to the 122 floor of the At.mosphere of Burj Khalifa, the world's tallest restaurant and lounge bar where, a gorgeous glittering Dubai showed its charm and its seductive beauty as an evening dress studded with precious stones. An intoxicating sensation, which together with the glass of champagne I drank in its lounge, amplified the natural oscillations of the skyscraper, making it all a magnificent memory too short to be experienced. The Burj Khalifa is the icon of the new Dubai skyline and, after being there, it looked even more impressive, in its elegant beauty, from Safa Park, the "Central Park" of Dubai, where the Dior Parade was celebrated in the same circus tent seen in Paris during Haute Couture Week ss2019.


But unlike Paris, here it seemed as if we had entered into a Fellini's dream: the lights, the tent, the splendid guests, dressed in high fashion clothes but all with a maniacal care for the make-up typical of the Arab world, seemed to be part of a memory that inside me, perhaps, I kept since I was a child.

The precious Dior bonnets worn by the models reminded me of the ones I took off and put on my dolls, as well as a good part of the guests invited to the show, with their veils on their heads, offered a wonderful show, covering their heads, framed in the typical Arabic style.

Audrey with her friend Tena :Outifit: Philipp Plein Jacket, Dior Bag

The glittering vintage circus, stolen from the cinematographic images of Fellini's films, plunged me into a wonderful world of dreams in which, high fashion with its acrobatics and creative balances, has transformed a night of fashion into an unforgettable night. The charm of the breathtaking scenery and the haute couture pieces certainly completed the work: the circus director's blazers, the glittering stockings of dancers and acrobats, the transparent shirts, the sequined jumpsuits, and the magnificent Dior makeup inspired by the same theme built an image in which, aesthetic references, showed a luminous complexion in contrast with the eyes made up of black and inspired by the punk culture and the clowns of Pierrot.




The very place of the show, the use of the tent, intended as a natural habitat for the desert world, was the most successful key to this exotic tale here in the Middle East, made up of models and creations, who together have designed a creative path that has left its mark on my perception of a brand that still continues to dazzle me. Overall, the fashion show has combined the pieces of the recent Parisian fashion show with 15 new creations expressly created for this show and has revealed how this incredible Maison has been able to capture and enhance a market in which it has already carved out a privileged position, which can offer a synthesis of beauty and exclusivity even in the "Middle Eastern" world, which more than others is sensitive to a more complex and elaborate aesthetic language.

The designer, the very Italian Maria Grazia Chiuri, the first woman to head the famous maison, has been able to take the witness of this great French house, showing how, in the world of fashion, there are no constraints and geographical barriers but only a great inspiration linked to the concept of sophistication and style that owes precisely to her, this brilliant proof of will that led her to show this magnificent collection, in one of the most spectacular places on the planet. A charm that adds to the exclusive charm of a place, as that of its warm sea, that I also found in its desert, where the dunes and sand have given me another breathtaking sight.


Immersed in its silence, my gaze flew far towards the horizon following the hawk's hovering, which from above showed me a sky that seemed to float on the sand. Against the light the wind, with a light wave of sand, has built small ripples that have shown me how, the force of nature, can sculpt the landscape and how, its beauty and its greatness, can make us lose in its silence.
Audrey

www.audreyworldnews.com










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20.3.19

Paris Fashion Week FW 2019/20 - Balmain, Elie Saab, Issey Miyake, Vivienne Westwood

Audrey on Trocadero- Outfit : Philipp Plein Jacket . Borsalino Hat - McQueen Shoes


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7.3.19

Peter Pilotto FW 2019/20 London Fashion Week " Women in a Men-only Club"





ENGLISH EDITION - This year I thought that I would not be going to London at all for the 2019 Fashion Week, not because Milan alone is enough to quench my thirst for fashion, but because I thought that I would not be able to keep up, in addition to Paris, even with London fashion. There are now so many events that I felt the need to stop for a while but, as if there were not enough throughout the year, I can not help but follow the world of fashion.



At the end and suddenly, with a "One Day Shot", I arrived in London with the excuse of saying goodbye to my friends across the Channel, and I took the time to admire the show of Peter Pilotto, an English fashion brand with an international DNA, which I had wanted to see on the runway for a long time, because I had noticed some of his creations, worn by various celebrities such as Rihanna, Beyoncé, as well as many actresses and personalities of the Upper Class of the British royalty. So, with the instinct to discover something magical, I came to the Reform Club, at the south side of Pall Mall, in central London, to enjoy an unexpected show.The genius of making beautiful women parade inside in a place where since 1836, access was allowed only to gentlemen, has transformed this show into an unforgettable experience and, being able to walk on its floors, observing the reading rooms with its red leather sofas and its 75 thousand volumes covering the walls, admiring the paintings of the great personalities of history who have crossed it, made me shudder for the "beauty" in which I could "breathe".

It is magical to think that, where almost 200 years ago only gentlemen could walk and chat, among coffee rooms, smoking rooms, rooms for players, and many other rooms where the liberal and progressive political history of the United Kingdom has been made, I would have been seeing beautiful models parade with the creations of Peter Pilotto. Who knows what would have thought members of the club as Charles Dickens (writer, journalist and travel reporter - author of Oliver TwistDavid Copperfield etc.), Arthur Conan Doyle (founder of the "thriller" and "fantasy" literary genres), William Makepeace Thackeray (who wrote The Vanity Fair); since somehow, from the large canvases hung on the walls, they seemed to observe with their puzzled glances all the parterre arrived there for the event. 



Entering its walls, you realize you live in a "Dejà Vu": you can feel something "Italian" in the air because you seem to enter the Palazzo Farnese in Rome, which in the beginning was the source of inspiration of the architect Sir Charles Barry who built this place. And then, when you are inside, you can’t help but remember that right there, during a discussion between one card game and another, Phileas Fogg, the protagonist of Jules Verne’s book “Around the World in 80 Days”, bet that he would have returned to the same Club within eighty days after completing the round-the-world tour.

Audrey with Maia Guarnaccia - Ceo of Peter Pilotto
Thanks to the CEO, Maia Guarnaccia - who gave me the opportunity to attend the show - Italian sensibilities found their affinity with this brand and this place of English history and culture, and like a magic in magic, Peter Pilotto struck me, surprised and fascinated, making me feel proud to have taken the plane to not miss this beautiful show. In this collection you can feel the germ of this creative growth in which the London style has found its own evolution, which can launch it towards the Olympus of the near future of fashion. To talk more about the show I liked many outfits, but among all the mix of colors and fittings deserve special attention, because they made the show joyful and fun, highlighting the irony and rigor of a brand that has captured me for its touches of feathers and colors that make it unique and at the same time very British.

Peter Pilotto & Christopher De Vos
Somehow you can feel that special touch, the result of creativity made in the UK, which has always marked the world of music and fashion, inspiring new "silk" roads in which Peter Pilotto can carve out a large compositional space. The beauty of this collection is in its "youth", understood as the desire to live and rejoice in the present, letting ourselves be lulled by the pleasure of colors, glitter and feathers, as if we were all a bit angels and a bit colored devils, who know how to fill life with moments of frivolity, without ever taking too seriously.

In short, a beautiful fashion lesson in the Land of the true European cultural and aesthetic "melting pot", which manages to capture me for its particular beauty.
London, I'll see you soon!!!
Audrey Tritto
Audrey World News
  



Donne in un Club per Soli Uomini

ITALIAN EDITION - Quest’anno pensavo che non sarei andata affatto a Londra per la fashion week 2019, non perché già la sola Milano sia sufficiente a colmare la sete di fashion, ma perché pensavo che non sarei riuscita a stare dietro, oltre che a Parigi, anche alla moda Londinese. Ormai sono così tanti gli eventi, che sentivo il bisogno di fermarmi un pò ma, come se non ce ne fosse abbastanza durante tutto l’anno, non posso farne meno di seguire il mondo della moda.



Alla fine e all’improvviso invece, con un “One Day Shot”, sono arrivata a Londra con la scusa di salutare i miei amici d’oltre manica, e mi sono ritagliata il tempo di ammirare lo show di Peter Pilotto, un brand fashion inglese, con un Dna internazionale, che da tanto tempo volevo vedere sfilare, perché avevo notato alcune delle sue creazioni, indossate da varie celebrities come Rihanna, Beyoncé, varie attrici e personalità dell’Upper Class dei Reali d’Inghilterra. Così, con l’istinto di scoprire qualcosa di magico, sono giunta al Reform Club, sul lato sud di Pall Mall, nel centro di Londra, per godere di un inaspettato spettacolo. La genialità di far sfilare bellissime donne,  all’interno in un luogo in cui dal 1836, l’accesso era permesso solo ai gentiluomini, ha trasformato questa sfilata in una esperienza indimenticabile e, poter camminare sui suoi pavimenti, osservare le sale di lettura con i suoi divani di pelle rossa e i suoi 75 mila volumi che ne ricoprono le pareti, ammirare i quadri delle grandi personalità della storia che lo hanno attraversato, mi ha fatto venire i brividi per la “bellezza” in cui ho potuto “respirare”.



E’ magico pensare che, dove quasi 200 anni fa potevano passeggiare e chiacchierare solo gentiluomini, tra Coffee Room, camere per fumatori, camere per i giocatori, e tante altre stanze si è fatta la storia politica liberale e progressista del Regno Unito, avrei visto sfilare bellissime modelle con le creazioni di Peter Pilotto. Chissa cosa avrebbero pensato i soci del club come come Charles Dickens (scrittore giornalista e reporter di viaggio Oliver Twist, David Copperfield) o  Arthur Conan Doyle ( fondatore dei due generi letterari: il giallo e il fantastico) o William Makepeace Thackeray (che scrisse La fiera delle Vanità che in qualche modo, dalle grandi tele appese sulle pareti, parevano osservare con i loro sguardi perplessi tutto il par terre giunto per l’evento.


Entrando fra le sue mura, ti accorgi di vivere in un “Deja Vu”, senti nell’aria qualcosa di “italiano” perché ti sembra di entrare a Palazzo Farnese a Roma, che nelle origini fu la fonte ispirativa dell’architetto Sir Charles Barry che la costruì e poi, quando sei al suo interno, non puoi non ricordarti che proprio in quel luogo, durante una discussione tra una partita di carte e l'altra Phileas Fogg, il protagonista del libro il Giro del mondo in 80 giorni di Giulio Verne, scommise che sarebbe tornato nello stesso club entro ottanta giorni dopo avere compiuto il giro del mondo. 


Grazie al Ceo Maia Guarnaccia, che mi dato la possibilità di assistere allo show, le sensibilità italiane hanno trovato una loro affinità con questo Brand e questo luogo della storia e della cultura inglese, e come una magia nella magia, Peter Pilotto mi ha colpito, sorpreso e affascinato, facendomi sentire orgogliosa di aver preso l’aereo per non perdermi questo bellissimo show. In questa collezione si può sentire il germe di questa crescita creativa in cui, lo stile Londinese ha trovato una sua evoluzione, che può lanciarlo verso l’olimpo del prossimo futuro del fashion.



Per parlare più approfonditamente della sfilata mi sono piaciuti molti outfit, ma fra tutti il mix di colori e di fitting meritano una particolare attenzione, perchè hanno reso la sfilata gioiosa e divertente, mettendo in risalto l’ironia e il rigore di un brand che mi ha catturato per i suoi tocchi di piume e colori che lo rendono unico e allo stesso tempo British. In qualche modo si sente quel tocco particolare, figlio della creatività made in Uk, che ha sempre segnato il mondo della musica e della moda, ispirando nuove vie della “seta” in cui Peter Pilotto può ritagliarsi un grande spazio compositivo. La bellezza di questa collezione è nella sua “giovinezza” intesa come voglia di vivere e gioire nel presente, lasciandosi cullare dal piacere dei colori, dal luccichio, e dalle piume, come se tutti fossimo un po’ angeli e un po’ diavoletti colorati, che sanno riempire la vita di attimi di frivolezza, senza mai prendersi troppo sul serio. Insomma una bella lezione di moda nella terra del vero meltin pot culturale ed estetico Europeo, che riesce a catturarmi per la sua particolare bellezza.
Londra, ci rivedremo presto!!!






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2.2.19

Snow Polo World Cup St. Moritz 2019 - Woman Revenge


ENGLISH EDITION - The beginning of the year is now white for me. Precious as an empty sheet of paper, on which to write the stories of what will come, clear and exciting as St. Moritz, which perhaps most of all, represents for me the place of hope for a beautiful and bright future to try to reach. St. Moritz is magical and special, unique in its kind, because it is located in the heart of Europe and around which it gathers, and it is what makes it exclusive, life and luxurious in contact with the nature of an apparently normal world.


On Sunday 27th I reached the Maloia pass while the snow was falling abundantly throughout the valley. Everything around it had become white and the streets, the houses, the trees and the lake of ice, which alone is worth the pleasure of a trip, have turned into a living postcard where the snow has become the protagonist of a pictorial drawing, in which the landscape has immersed me in an unreal dimension. The sky, the mountain and the silence are colors that wrap you among them, while the snowflakes, like confetti carried by the wind, transform the woods into a giant candyfloss, in which you want to dive forgetting the Wildlife spirit that the mountain hides.

The white here is everything: it is a canvas in which the game of the Polo, becomes a wonderful living painting where every horse turns into a work of art of nature itself. Lifting the snow during their endless gallops, they show all their beauty in the muscles in tension with which they celebrate the majesty of the mountain.  The Snow Polo World Cup tournament has been held here on the roof of the world for 35 years. This year's four teams competed for a trophy, which has been the undisputed domain of the Maison Cartier for years.


Teams of The Badrutt's Palace, Maserati and Azerbaijan Land of Fire challenged the Cartier team for the victory, that here in St Moritz is equivalent to a Luxury that only a few can afford. It is no coincidence that Maserati has married this event for years, turning it into the banner of charm and exclusivity that this tournament represents. The sinuous forms of its true sporting nature, despite the victory of the Badrutt's Palace team, have excelled in this wonder of the winter world. On Sunday, the final was played by Badrutt's Palace and the Maserati teams, who created an epic battle on a magical day, when snow fell abundantly throughout the race.

I have seen these wonderful animals run, fight and struggle, to conquer, together with their riders, a victory at two thousand meters on the roof of the world. Much more like some Gladiators, they fought a no hold barred game and with so hard physical clashes, that you could perceive how it could be 500 years ago a battle between "real" knights in a real battlefield where victory meant their survival. Instead of swords, I saw long wooden hammers spinning, I saw races, clashes, hand-to-hand combat and I saw horses and riders fall on the snow, to chase a victory that seemed difficult to achieve under the pressing snow.

A long battle that ended with the 7 to 3 for Badrutt's Palace which thus achieved a record-breaking victory as it was the first of a team led by an Amazon, Melissa Ganzi, a woman at the head of a team, who was able to give the best of herself. It's the first time in the history of the Snow Polo World Cup in St. Moritz that, after 35 years, a team led by a woman has won and this says a lot about how this victory will remain forever in the history of this tournament.

A great sporting event in which professional players such as the Argentine Juan Martin Nero, the third professional player classified in the World Polo Tour, together with non-professionals such as the American Melissa Ganzi, runned on the frozen lake, and fighted for victory. The three days of the tournament took place from the 25th to the 27th of January, and it was also a succession of events and dinners in black tie, trips around the mountain in sleds on the snow, and dance floor culminated in the end of tournament party at Badrutt's Palace.

A record audience of 18,000 spectators completed the magic of a unique event that  turned into a memorable feast on the snow that - among rivers of champagne, cigars, sweets, the VIP lounge where guests could spend so many hours together - proved to be the ideal place to enjoy this incredible spectacle of winter sports. A dreamy day celebrated in the snow, which gave me unforgettable moments.

A big and sincere wish to Badrutt's Palace team that, with its memorable victory, is an incentive for all the other teams to give us a Snow Polo World Cup 2020 even more exciting.

L’inizio dell’anno per me, ormai, è bianco.  Prezioso come un foglio vuoto, in cui scrivere le storie di quello che verrà, limpido e entusiasmante come St Moritz, che forse più di tutti, rappresenta per me il luogo della speranza di un futuro bello e radioso da cercare di raggiungere. St Moritz è magica e particolare, unica nel suo genere, perché posta nel cuore dell’Europa e intorno a cui raccoglie, ciò che rende esclusiva, la vita e lussuosa a contatto con la natura di un mondo apparentemente normale.




ITALIAN EDITION - L’inizio dell’anno per me, ormai, è bianco.  Prezioso come un foglio vuoto, in cui scrivere le storie di quello che verrà, limpido e entusiasmante come St Moritz, che forse più di tutti, rappresenta per me il luogo della speranza di un futuro bello e radioso da cercare di raggiungere. St Moritz è magica e particolare, unica nel suo genere, perché posta nel cuore dell’Europa e intorno a cui raccoglie, ciò che rende esclusiva, la vita e lussuosa a contatto con la natura di un mondo apparentemente normale.

Domenica 27 sono giunta sul passo del Maloia mentre la neve scendeva copiosa in tutta la valle. Tutto intorno era diventato bianco e le strade, le case, gli alberi e il lago di ghiaccio, che da solo vale il piacere di un viaggio, si sono trasformate in una cartolina vivente dove la neve è divenuta protagonista di un disegno pittorico, in cui il paesaggio mi ha immerso in una dimensione irreale. Il cielo, la montagna e il silenzio sono colori che ti avvolgono, tra loro, mentre i fiocchi di neve, come coriandoli portati dal vento, trasformano i boschi in un gigantesco zucchero filato, in cui ti viene voglia di tuffarsi dimenticandoti lo spirito Wildlife che la montagna nasconde.

Il bianco qui è tutto: è una tela in cui il gioco del Polo, diventa un meraviglioso dipinto vivente in cui ogni cavallo, si trasforma in una opera d’arte della natura stessa. Sollevando la neve durante le loro interminabili galoppate, mostrano tutta la loro bellezza nei muscoli in tensione con cui celebrano la maestosità della montagna.  Il torneo Snow POlo World Cup è un evento che ormai si celebra da 35 anni, qui sul tetto del mondo. I quattro team di quest’anno, hanno gareggiato per la vittoria di un trofeo, che ormai da anni è stato dominio indiscusso della Maison Cartier.



Il Badrutt’s Palace Team, il Maserati Team insieme a quello dell’Azerbaijan Land of Fire, hanno sfidato il team Cartier per la vittoria che qui, a St Moritz, equivale ad un Lusso che solo pochi possono permettersi. Non a caso forse Maserati da anni ha sposato questo evento trasformandolo nella bandiera del fascino e della esclusività che questo torneo rappresenta. Le forme sinuose della sua vera natura sportiva, nonostante la vittoria del team del Badrutt’s Palace, hanno primeggiato in questa meraviglia del mondo invernale. Domenica la finale è stata giocata proprio dal Badrutt’s Palace e Il team Maserati, che hanno dato vita ad una epica battaglia in una giornata magica in cui la neve è scesa abbondante per tutta la gara.




Ho visto correre, lottare e combattere questi meravigliosi animali, per conquistare insieme loro cavalieri una vittoria a due mila metri sul tetto se mondo. Molto più simili a dei Gladiatori si sono combattuti senza esclusione di colpi e con scontri fisici così duri, che si poteva percepire come poteva essere, 500 anni fa una battaglia fra cavalieri “veri” in veri un campo di battaglia in cui la vittoria significava la propria sopravvivenza. Al posto delle spade, ho visto roteare lunghi martelli di legno, ho visto corse, scontri, corpo a corpo e ho visto cadere sulla neve cavalli e cavalieri, per rincorrere una vittoria che sembrava difficile da raggiungere sotto la neve incalzante.

Una lunga battaglia che è terminata con il 7 a 3 per il Badrutt’s Palace che ha così realizzato una vittoria da record poichè è stata la prima di una squadra condotta da una amazzone, Melissa Ganzi, una donna alla testa di un team, che ha saputo dare il meglio di se. E’ La prima volta infatti che nella storia del Snow Polo World Cup Polo a St Moritz, dopo 35 anni, ha vinto una squadra capitanata da una donna e questo la dice lunga su come questa vittoria resterà per sempre nella storia di questo torneo.
Un grande evento sportivo in cui si sono visti insieme giocatori professionisti come l’argentino Juan Martin Nero, il terzo giocatore professionista classificato nel World Polo Tour, insieme a non professionisti come proprio l'americana Melissa Ganzi, correre sul lago ghiacciato, e combattere per la vittoria. La tre giorni del torneo è dal 25 al 27 è stato anche un susseguirsi di eventi e cene in black tie, gite intorno alla montagna in slitte sulle neve, e dance floor culminati nella festa di fine torneo al Badrutt’s Palace. 



Un pubblico record di 18.000 spettatori ha completato la magia di un evento unico nel suo genere che, si è trasformato, in una memorabile festa sulla neve dove, tra i fiumi di champagne, sigari, dolci strepitosi, la lounge vip in cui,gli ospiti, hanno potuto passare tante ore insieme, si è rivelato il luogo ideale per godere di questo incredibile spettacolo dello sport invernale. Un giorno da sogno, celebrato tra la neve, che mi ha regalato dei momenti indimenticabili.
Un grande e sincero augurio al Badrutt’s Palace che, con la sua memorabile vittoria, sia da sprone per tutti gli altri team a regalarci uno Snow Polo World Cup 2020 ancora più esaltante.



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